ITS o università: cosa conviene scegliere dopo il diploma?

ITS o università: cosa conviene scegliere dopo il diploma?

Una delle scelte più importanti della vita

La decisione tra università e ITS Academy è una delle più significative che un giovane diplomato si trova ad affrontare. Non si tratta soltanto di scegliere un percorso di studio, ma di decidere quale sarà il proprio futuro professionale, quanto tempo investire nella formazione e quali saranno le prospettive economiche nei prossimi anni.

Nel 2026, questa scelta è diventata ancora più complessa perché entrambe le opzioni offrono vantaggi significativi e perché il mercato del lavoro è cambiato profondamente. Non esiste una risposta giusta per tutti: la scelta dipende dalle inclinazioni personali, dagli obiettivi professionali e dalla situazione economica.

Vediamo quindi un confronto dettagliato tra ITS e università, analizzando durata, costi, contenuti, sbocchi occupazionali e prospettive di carriera.

Durata dei percorsi: quanto tempo investire

L’università richiede un impegno temporale significativo: tre anni per una laurea triennale, due anni aggiuntivi per una magistrale, fino a cinque o sei anni per alcuni percorsi a ciclo unico come medicina o giurisprudenza. Questo significa che uno studente che inizia l’università a diciannove anni potrebbe ottenere una laurea triennale a ventidue anni e una magistrale a ventiquattro.

Gli ITS Academy, invece, hanno una durata generalmente biennale, con un carico formativo che varia da milledottocento a duemila ore. Esistono anche percorsi triennali di sesto livello EQF. Un diplomato ITS può quindi entrare nel mondo del lavoro già a ventuno anni, con un titolo riconosciuto e competenze molto concrete.

Questa differenza di durata ha implicazioni importanti: chi sceglie l’ITS può iniziare a lavorare prima, accumulare esperienza e reddito, mentre chi sceglie l’università investe più anni nella formazione ma può accedere a ruoli che richiedono competenze teoriche più approfondite.

Costi: quanto si spende

I costi dell’università variano significativamente in base all’ateneo, al corso di laurea e al reddito dello studente. Le tasse universitarie possono andare da poche centinaia di euro per chi ha ISEE basso fino a diverse migliaia di euro per chi ha un reddito più elevato. A questi si aggiungono i costi per i libri, il materiale didattico e, per chi studia fuori sede, affitto, vitto e trasporti.

Gli ITS Academy, invece, sono percorsi finanziati attraverso fondi pubblici, nazionali ed europei, e sono generalmente gratuiti per i partecipanti. Per l’anno formativo 2026-2027, il Governo ha stanziato cento milioni di euro per gli ITS, cifra poi rivista al rialzo, destinata a stabilizzarsi a ottantadue milioni nel 2027 e nel 2028. Anche le Regioni contribuiscono con risorse proprie, come nel caso della Sicilia che ha destinato quindici milioni di euro del FSE+.

Questa differenza di costi è un fattore che per molte famiglie può essere determinante, soprattutto quando le risorse economiche sono limitate.

Contenuti: teoria vs pratica

La differenza più significativa tra università e ITS riguarda l’approccio formativo. L’università ha una forte componente teorica e disciplinare. Si studiano materie di base, si sviluppano capacità di analisi e di pensiero critico, si approfondiscono i fondamenti delle discipline. La ricerca e la produzione di nuova conoscenza sono elementi centrali della formazione universitaria.

Gli ITS, invece, hanno un approccio fortemente pratico e professionalizzante. Almeno il trenta-quaranta per cento del percorso è dedicato a stage e tirocini in azienda. La formazione è erogata in parte da docenti provenienti dal mondo del lavoro e le competenze insegnate sono quelle effettivamente richieste dalle imprese. Gli ITS preparano a svolgere specifiche professioni, non a comprendere teoricamente un intero ambito disciplinare.

Questa differenza si riflette anche nel tipo di competenze acquisite: l’università sviluppa capacità di astrazione, di analisi complessa e di gestione di informazioni articolate; l’ITS sviluppa competenze operative, tecniche e immediatamente spendibili.

Sbocchi occupazionali: chi trova lavoro più facilmente

I dati sull’occupabilità sono molto chiari. L’ottantaquattro per cento dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, con punte del novantotto per cento in settori come la meccatronica e il digitale. In alcuni ITS, come ITS Pharma Academy, il tasso di placement raggiunge il cento per cento.

Per i laureati, i dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 mostrano che a un anno dal titolo il tasso di occupazione è intorno all’ottantuno per cento, mentre dopo cinque anni supera il novanta per cento. Le discipline STEM mantengono il primato con l’ottantotto virgola quattro per cento di occupati a un anno.

In sintesi: l’ITS offre un ingresso più rapido nel mondo del lavoro e tassi di occupazione iniziali più alti. L’università, soprattutto per alcune discipline, offre migliori prospettive di carriera nel lungo periodo.

Stipendi: quanto si guadagna

Lo stipendio medio iniziale per un diplomato ITS si attesta tra i milleduecento e i millenovecento euro netti al mese. Per i profili tecnici super-specializzati come meccatronica o ICT, lo stipendio d’ingresso può variare tra i milleduecento e i millesettecento euro netti mensili, cifre spesso superiori a quelle offerte a un laureato triennale in discipline umanistiche al primo impiego.

I laureati STEM a un anno dal titolo hanno uno stipendio medio netto di milleseicentoventiquattro euro. I laureati che lavorano all’estero guadagnano in media duemiladuecentonovanta euro netti al mese contro i millequattrocentocinquantadue euro in Italia.

In generale, sia l’ITS che l’università offrono buone prospettive economiche, ma con tempistiche diverse: l’ITS offre stipendi iniziali più alti e un ingresso più rapido; l’università, soprattutto in determinati settori, offre un potenziale di crescita maggiore nel lungo periodo.

Quale percorso scegliere in base al proprio profilo

La scelta tra ITS e università dovrebbe essere guidata dalle proprie inclinazioni e obiettivi. L’ITS è la scelta giusta per chi:

  • preferisce un approccio pratico e operativo

  • vuole entrare subito nel mondo del lavoro

  • ha già un’idea chiara della professione che vuole svolgere

  • è interessato a settori tecnici e industriali

  • ha bisogno di una formazione gratuita e breve

L’università è la scelta giusta per chi:

  • è interessato a discipline teoriche e di ricerca

  • vuole sviluppare capacità di analisi e pensiero critico

  • aspira a ruoli dirigenziali o di progettazione

  • è disposto a investire più anni nella formazione

  • è interessato a professioni regolamentate (medicina, legge, architettura)

    FAQs 

    Qual è la differenza principale tra ITS e università?

    La differenza principale è l’approccio formativo. L’università ha una forte componente teorica e sviluppa capacità di analisi e pensiero critico. L’ITS ha un approccio pratico e professionalizzante, con almeno il trenta-quaranta per cento del tempo dedicato a stage e tirocini in azienda. I docenti ITS provengono per la maggior parte dal mondo del lavoro.

    Quanto durano i percorsi ITS rispetto all’università?

    Gli ITS durano generalmente due anni, con un carico formativo di milledottocento-duemila ore. L’università triennale dura tre anni, mentre la magistrale richiede due anni aggiuntivi. Un diplomato ITS può entrare nel mondo del lavoro a ventuno anni, mentre un laureato triennale a ventidue o ventitré anni.

    Quale percorso offre maggiori possibilità di lavoro?

    L’ITS offre tassi di occupazione iniziali più alti: l’ottantaquattro per cento dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno, con punte del novantotto per cento in settori come meccatronica. I laureati hanno un tasso di occupazione dell’ottantuno per cento a un anno, che sale oltre il novanta per cento dopo cinque anni. L’ITS offre un ingresso più rapido, l’università migliori prospettive a lungo termine.

    Quanto costa un ITS rispetto all’università?

    Gli ITS sono generalmente gratuiti, finanziati attraverso fondi pubblici ed europei. L’università richiede il pagamento di tasse che variano da poche centinaia a diverse migliaia di euro all’anno, a seconda del reddito e dell’ateneo. La gratuità è uno dei fattori che rendono gli ITS accessibili a tutti.

    Posso proseguire gli studi all’università dopo un ITS?

    Sì, i crediti formativi acquisiti durante il percorso ITS possono essere riconosciuti dalle università, consentendo l’accesso a corsi di laurea triennali. Le tabelle di corrispondenza tra le figure professionali ITS e i titoli di laurea sono state definite a livello centrale.

    Quale percorso offre stipendi più alti?

    Lo stipendio medio iniziale per un diplomato ITS si attesta tra i milleduecento e i millenovecento euro netti al mese, spesso superiore a quello di un laureato triennale in discipline umanistiche. I laureati STEM guadagnano in media milleseicentoventiquattro euro al mese a un anno dal titolo. Nel lungo periodo, alcune lauree offrono potenziali di crescita maggiori.

Conclusioni

Nel 2026, la scelta tra ITS e università non è più una questione di “meglio” o “peggio”, ma di “cosa è più adatto a me”. Entrambi i percorsi offrono ottime prospettive, ma con caratteristiche molto diverse.

L’ITS è la via più rapida per entrare nel mondo del lavoro con competenze concrete e molto richieste. L’università è un investimento più lungo che può aprire porte a carriere più articolate e a ruoli di maggiore responsabilità.

La scelta giusta è quella che tiene conto delle proprie passioni, delle proprie capacità e delle proprie aspirazioni. Prendersi il tempo per valutare attentamente entrambe le opzioni è il primo passo per costruire un futuro professionale soddisfacente.

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